martedì, ottobre 16, 2012

Mister Luna, Mister me

Dicono: le rughe, i capelli bianchi, le tette che perdono il sostegno antigravitazionale.
Il dimenticarsi le cose, le ginocchia che gniccano, la pelle che pende, gli amici che muoiono.
Le abitudini imprescindibili, le lamentele obbligatorie, suggere il brodo col risucchio.
Del diventare vecchi tante cose sono terribili, e io sto sperimentandone il primo sintomo, che naturalmente, da novizia, mi pare il peggiore: non riesco più a digerire la cipolla.
Non mi fosse mai venuto in mente di tritarne a pezzettoni i gambi flosci nel puré: i cipollotti mi stan ballando la samba tra l'esofago e il duodeno, emetto rutti da annientare un esercito di minotauri.
Sarà lo stress, magari.
I gatti che fanno la pipì sui piumoni, varandone il dispiegamento per l'arrivo dell'autunno.
L'ansia del dover fare cinque lavori per mettere insieme lo stipendio di uno.
Il crescere. Il camminare in giro.
L'aprire tutti i giorni l'email e trovare qualcosa che mi fa sentire ancora più lagnosa e deprimente di quanto sul serio non sia.

Si chiamano "Filosofia".

Sono gli allegati che mi arrivano da Mister Luna.

Mister Luna arrivava tutti i giorni alla stessa ora nella biblioteca in cui lavoravo.
Appena entrava guardavamo l'orologio per essere certi non si fosse sbagliato.
Macché, spaccava il minuto.
Senza dire nulla se ne andava in qualche stanza sul fondo, di quelle dove non passa mai nessuno, in mezzo ai manuali di lavorazione del luppolo, o nascosto dietro a un corridoio, una curva a gomito accanto alla pedagogia.
All'inizio rimanevamo muti. Cosa dire a Mister Luna, che viene puntuale e se ne va esattamente un'ora dopo, a dieci minuti dalla chiusura, e poi tentenna sempre nello stesso punto, guarda in alto, sempre nella stessa angolazione, e poi fa un cenno alzando la solita mano e se ne va, scuotendo la testa come a scacciare una zanzara?

Quando prestavo i libri ogni tanto ci pensavo, fantasticavo che un giorno ne avrebbe preso uno, e allora avrei saputo il suo nome, e dove abitasse, o addirittura magari avrei dovuto iscriverlo al servizio e fargli la tessera, così avremmo scambiato due parole, scoperto le rispettive età, la professione.
Addirittura, col tempo, se avesse cominciato ad abituarsi, avrei potuto tenere sotto controllo la lista aggiornata dei titoli preferiti, e ci avrei scommesso sarebbero stati sempre gli stessi, presi in prestito letti riportati, ripresi in prestito riletti riportati ancora.
Mister Luna.
Quando se ne andava senza salutare, io e F. ci mettevamo una mano sul cuore.

Poi un giorno l'ho visto, io sulla mia macchina verde e lui a camminare sul ciglio della strada con le mani in tasca a guardare per terra.
Nel mio paesino, a 10 km dalla biblioteca.
Possibile avesse camminato fino lì? Una mattina alle otto, in mezzo alla settimana?
Lo raccontai a tutti: "Ho visto Mister Luna, era vestito così e camminava con lo stesso sguardo"
"Ma in un diverso contesto!"
"Una cosa strana!"
"Chissà da dove viene, cosa fa".
Mister Luna che penserà forse alle Leggi dell'Universo, forse alla Storia, forse a ucciderci tutti.
Forse anche ai casi suoi, chi lo sa.

Ogni giorno arrivava in biblioteca, ogni giorno stesso corridoio, orario, sguardo.
E io però l'avevo beccato all'aperto.

Poi un giorno è arrivato da me.
Mi ha detto: "Scusa tu lo sai usare il computer?"
"Sì"
"Se io volessi scrivere una cosa, non so, una pagina che ho scritto a mano, se la volessi copiare al computer. Come faccio per esempio a scrivere i miei diari e poi andare a capo, cosa c'è, un programma? Non so".
"Te lo dico io" -gulp- "te lo faccio vedere".
Gli ho insegnato Word, giusto due cose, come andare a capo e salvare ("davvero così resta?" "sì davvero").
Poi lui se n'è andato, alla solita ora, e io sono tornata su nella saletta dei computer.
Non gli avevo insegnato a uscire dal programma.
Non apposta, lo giuro, ma ho letto qualche parola.
Lo raccontai a tutti. "Mister Luna mi ha chiesto di insegnargli a, e ha scritto questo, non sarebbe bello sapere cosa scrive tutto intero?"
"Sarebbe magnifico, cosa non darei"
"Vorrei il quaderno dal quale ricopia"
"Magari un giorno lo lascia qua"
"Magari lo dimentica"
"Chissà".

Poi un giorno l'ho rivisto ancora fuori contesto, di nuovo nel mio paese, però quella volta eravamo tutti e due a camminare.
Abbiamo parlato di come ci chiamiamo, del perché eravamo lì e che lui aveva saputo che io avevo scritto un libro.
"Sì l'ho scritto, ma non è niente di speciale"
"Ah ma io non faccio caso a come è scritto, a me piace vedere cosa pensa la gente".

Siamo diventati amici.
O non lo so.
Se ci incontriamo ci salutiamo.
Lui mi ha detto che il suo campo è il pensiero, che il mio libro è carino, che camminare fino al mio paese gli piace perché ci sono i calanchi.
Che non gli interessano i discorsi.
Poi mi ha detto che scrive le cose che gli vengono in mente mentre cammina dalla biblioteca ai calanchi, e nei boschi, cose sul Tempo, sull'Universo (allora era vero!), sull'esistenza tutta di ogni creatura, dalle balene alle formiche.
"Poi le mando a degli indirizzi a caso, come a Le Monde, o a un negozio in Spagna"
"A caso?"
"Sì"
"E perché?"
"Mah, così"
 E io non lo so dove ho trovato il coraggio, ma gli ho chiesto
"E perché non li mandi a me?"
"A un indirizzo vero?"
"Sì"
"Tu li leggi?"
"Certo"
"Allora sì, te li mando se li vuoi".

E allora da qualche giorno ricevo queste email che parlano delle cose che pensa e me le manda proprio lui, Mister Luna, e io privilegiata a poterle leggere e piangerci sopra.
Sono cose grandiose, potenti, tutte dentro l'allegato, le camminate, il suo corpo minuscolo che partorisce pensieri maestosi.
Cose che dici: ok il crescere l'invecchiare, l'ansia da futuro e lo stress, però invece ecco qua.
Ecco cosa succede attorno, se solo fossi come Mister Luna me ne accorgerei e smetterei di lagnarmi ogni volta.
Sempre alla stessa ora, sempre uguale.
Facendo sempre gli stessi gesti, come a scacciare una zanzara.






4 commenti:

§©@Ʀ@ƁƠƆȻҥɪʘ ha detto...

Vagamente surreale.
Fortemente suggestivo.
Bello.
Ma proprio tanto.

Debora ha detto...

Non devi essere come Mister Luna, perché è troppo bello come sei tu, Marta, che ogni tuo post è pura poesia, e basterebbe raccoglierli tutti in un libro per farne un best sellers di successo... Oltre a quello che hai già scritto e a quello che uscirà...

Marta ha detto...

Grazie di cuore!
Sono contenta vi piaccia Mister Luna, è un mito.


Marta

Yuki aka Prisma ha detto...

WoW!