giovedì, dicembre 09, 2010

Questo Tempo che c'è adesso


Questo tempo che c'è adesso mi ricorda di quando da piccolina uscivo.
C'è il sole, fa freddo e tira vento: così eccomi piccina con la sciarpa fin sotto al naso gelato, i guanti, forse un berretto, e le scarpe nelle foglie cadute.
Eccomi che calcio via le ghiande e prendo a schiaffi i rami per fare un po' di rumore, torno a casa da scuola o sono vicino al fiume gonfio dei giorni di pioggia passati.
A casa non c'è nessuno, oppure la mamma sta scrivendo al computer qualcosa per domani, qualcosa per la scuola, un lavoro che si deve finire proprio adesso che è l'ultimo momento, mentre sarebbe meglio fare una bella cioccolata calda, ma non c'è tempo.
Gioco con la palla contro il muro. Nel tempo che ci vuole prima di riacchiapparla mi chino tre volte sui talloni, batto le mani e giro su me stessa cantando una canzone che non ricordo più, che dev'essere rimasta incastrata in qualche crepa sul muro di fuori, o nel guscio di una lumaca nel giardino.
Dopo forse arrivano anche i vicini e giochiamo a Luna, con i rettangoli e i numeri disegnati col gesso e io che batto tutti perché so fare la spaccata.
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Mentre pulisco e preparo l'albero, la finestra si spalanca per il vento: il gatto corre a mangiare l'erbaccia che cresce tra i vasi del balcone, si sporca il muso di terra che porta sul tappeto che ho appena spolverato, e intanto l'albero sta aperto spalancato come la finestra in attesa delle palle e delle luci e dei pupazzi di neve fatti con la lana cotta.
Non è che sembri proprio il giorno da preparare l'albero di Natale, non è che c'è la neve e il profumo di mandarini sbucciati e la cannella ustionata dal latte bollente o già i regali pronti, o le castagne.
Da ieri sera sono avanzate delle crescentine e un po' di olive e del prosciutto; ho anche un cavolo romano di quelli che in cima sembrano fatti di frattali, e la lavatrice ha finito di girare è ora di stenderla, è ora di cucinare, è ora che liberi la stanza degli ospiti da quello che è rimasto negli scatoloni, che poi saranno vuoti e non so dove buttarli non ci posso giocare, o fare finta che siano una casa, fare finta che riparino dal vento o forse sì, visto che la pioggia oggi non c'è.
Oggi c'è un tempo che c'era tanto tempo fa, quando avevo gli stivali rossi e i lucciconi alla Vigilia.

Il sole non è che a dicembre sia obbligatorio, per questo quando c'è è come se non dovesse più andar via.

2 commenti:

Mercoledì ha detto...

Ciao bella Choppa!
...eh,pagherei per avere i lucciconi alla Vigilia, ormai anch'io il clima natalizio lo sento molto poco. "Tristess"! Cmq, per ravvivare la questione t'invito a partecipare al mio 1° concorso! Devi solo scrivere sotto al post col bannerino e poco altro! Ti aspietto! =)

Choppa ha detto...

uh hai ragione, mannaggia! Rifaccio il letto e partecipo.