lunedì, gennaio 05, 2009

We are the Children of the....(Me and them)

Vivo in questa casa da ventun anni, dopo i primi trentasei mesi passati in un umido monoloculo in via dei Coltelli (situato a circa cento metri dalla mia facoltà. Se ci ripenso ora, che per arrivarci impiego un'ora e un quarto di 93 e 13, mi viene la dermatite), e la prima volta che ci ho messo piede, dall'alto del mio metro e zerouno, ho gnaulato: "questa casa mi fa schifo".
Poi ho preso un metro da sarto, dio solo sa perchè, l'ho posizionato con perizia lungo il bordo della vasca e ho petulato: "adesso vediamo quanto pesa la vasca....mmmh...cinque minuti!", palesando precocemente la mia spiccata predisposizione per le scienze esatte.
Quando sono arrivata qui ero cicciotta, scura, con la zazzeretta nera, il naso a patata, un pessimo carattere e una fantasia allarmante e appena appena borderline (non sono cambiata per niente).
In famiglia ancora si racconta di quando saltavo sulla poltrona di velluto verde agitando un braccio e gridando: "EROE MICIOOOOOO LA DOTTORESSA MICIOOOOOO", prima di deflagrare in una risata satanica. Solo molti anni dopo ho deciso di rivelare ai miei attoniti parenti l'origine di tale delirio: la notte, ben dopo lo spegnimento insindacabile della luce, rinculavo sotto le coperte in compagnia della classica pila e di un paio di libri di Richard Scarry.
Per ore camminavo lungo le strade di Sgobbonia in compagnia di medici, poliziotti, infermiere, insegnanti e operai dalle fisionomie feline, che mi restavano scalpellati nell'immaginazione e si annidavano nei sogni per ricomparire, inquietando tutti, all'improvviso durante i giochi diurni.
La risata satanica invece non ha spiegazione, il che è più preoccupante.
Come vicini di casa abbiamo avuto per vent'anni una coppia di adorabili vecchietti campioni nello sport ispirato alla famosa canzone di Bennato "E' stata tua la colpa", fieri d'imputarci lo scrostamento dei muri della cantina, l'aumento delle bollette condominiali, le foglie sparpagliate in giardino e il progressivo allargarsi del buco dell'ozono ma che, va detto, almeno non avevano bisogno di aiuto per i compiti.
L'anno scorso, la metà vedova della coppia di vecchietti ha deciso di spiaggiare in lidi prossimi ai familiari (ai quali andrebbero i miei più sentiti auguri, se non fossero anche loro degli stizzosi stronzi arroganti), e i nostri padroni di casa hanno affittato l'appartamento a una famiglia filippina composta da mamma ventottenne, papà poco più adulto cotto dal lavoro e tre bimbette di una bellezza sfolgorante.
Ora, chiaramente i nostri padroni di casa sono tipi nostalgici e recidivi, perchè lingua, tendenza a cucinare viscidi spaghettini di soia e attitudine a scassare i maroni a parte, la famiglia filippina è esattamente come la mia.
La bimba più piccola, tre anni e un culo grosso come un'anguria, in particolare, è uguale a me quando avevo la sua età, quando arrivai qui e giudicai senz'appello la mia umile dimora.
Lunghi capelli scuri, manotte cuscinose e scarpe rosa, accompagna le sorelle in età scolare a far ripetizione da me. Mentre impregno la canotta di sudore a forza di frazioni e temi "sui cani abbandonati...ma cosa vuol dire abbandonati?", la piccola canta, trascina le gambotte lungo il corridoio, riempie risme di segni viola "quetto è u cane, disegni ua gi-àffa?" e gironzola curiosando tra i miei libri, infilandosi sotto il letto, facendomi temere la comparsa improvvisa di tutti i peggiori altarini sparsi per casa, come le manette di pelo rosa, i calzini marmorei lanciati da mio padre dietro la cesta della roba sporca, i forconi infuocati.....
Ieri, per esempio. Arriva dimenando il culone con un blocchetto di foglietti rettangolari in mano.
"Li posso pènde-e?"
"Sì certo"
"Cosa so-o?"
"Sono fogliett.....ehm....asp...t....sì ehm...sono...foglietti!"
In realtà la confezione dice tutt'altro. Dice "Smoking! 100% Free Rollin", e su ogni "foglietto" c'è il disegnino di un rastaman che regge tra le labbra un cannone formato Grande Berta.
"Lo pèndo?"
Mi balenano immagini d'infanzie traviate, la piccola che va dai suoi a sbandierare il dono del vicinato, sua madre che si sporge per vedere cosa sia, strabuzza gli occhi e mi viene a cercare brandendo un piatto dei suoi orridi spaghettini viscidi com'estrem'arma di difesa, le bimbe che abbandonano High School Musical per Marley and The Wailers, le Lelly Kelly per le Adidas Gazelle e i ciucci di caramelle per la droga, e poi mi balena la mia, d'infanzia.
Con un padre fuori da ogni schema lievemente danneggiato dalla cotta settantasettina per la gramigna del diavolo, una madre giovane e intelligente, tutti i loro amici, diversissimi l'un dall'altro, grazie ai quali io e le mie sorelle abbiamo potuto conoscere ambienti agli antipodi e diventare quello che siamo, le mie zie e gli zii, i nonni, l'assoluta mancanza di costrizioni, l'assoluta apertura mentale che sin da subito, dalla casa in via dei Coltelli, dalla vasca pesante cinque minuti, mi ha fatto crescere ed essere me.
"Alòa lo posso pèndee?"
"Certo che sì".

11 commenti:

fabio r. ha detto...

c'è sempre una via d'uscita: da amsterdam importai (x puro diletto) ciuccetti imbevuti di maria... forse la bimba li amera'....
ciao.

Prisma "TBFKA MusEum" ha detto...

Bellissimo questo post!

violetta ha detto...

chapeau

Anonimo ha detto...

@fabio: ah, te li han fatti passare alla dogana? a me fecero delle storie per dei biscotti addizionati... =( comunque proverò!

@prisma e violetta: grazie!


choppa

Baol ha detto...

Ho sempre adorato i libri di Scarry :)

Scarabocchio ha detto...

:)

SunOfYork ha detto...

mi aspettavo che facesse anche i palloncini con i preservativi formato famiglia, ma anche così può bastare :)
sun

Choppa ha detto...

@sun: il particolare è stato omesso per non turbare la sensibilità dei lettori

Penny Lane ha detto...

Bellissimo il finale.
Ma mi avevi già conquistata totalmente da quel giorno che misuravi il peso della vasca col metro... ;)))

fabrizio ha detto...

grazie delle risate amica mia!

Choppa ha detto...

quando si può, ben volentieri!