giovedì, settembre 04, 2008

Poképippe

Vorrei solo dire a quel cliente che ieri sera si è presentato alla libreria con ragazzino ipercinetico in una mano e barretta di muesli biologico nell'altra, che chiedere "un libro che mio figlio si ricorda di aver visto mentre un ragazzo lo sfogliava ma adesso non sa più dov'è" e alla vista dei miei occhi sbarrati aggiungere "mah non so....forse era dei Pokémon", che non solo non dovrebbe comprare alla sua prole libri del genere, ma che non ha alcun diritto d'incazzarsi se la prosivendola gli risponde con un "provi a guardare nel banco dei libri per ragazzi: gli angoli adibiti sono in fondo a sinistra e davanti alle casse a destra".
Soprattutto, non ha diritto di trovare "assurdo" e "male organizzato" lo spazio della libreria, visto che lui non si è fatto il culo a scaricare montagne di scatoloni di albi giapponesi del cazzo.
Gratis.
Non so perchè, ma provo un sottile piacere nell'immaginarlo lamentarsi con gli amici sulla disorganizzazione dello stand numero 75, "la cosiddetta libreria della Festa che d'altra parte ben rispecchia il caos del Partito che insomma non han nemmeno trovato Pikacchù e di questo passo dove andremo a finire", mentre il figliolo ripiega sapientemente su Milo Manara e la moglie ciuccia il suo succhino all'uva spina OGM Free.
Ci godo, io, a vederle incazzate a morte, le persone che non ne hanno diritto.
Credo che abbia a che fare con le conferme alla mia teoria sulla stupidità umana.

10 commenti:

Passero ha detto...

ma chi ha scaricato gli scatoloni dovrebbe sapere dove sono i libri :-P

Choppa ha detto...

sarebbe un po' come chiedere a un umpalumpa dove sono quei dolci che non mi ricordo bene come sono ma erano buoni, li mangiava ieri un ragazzo. :P

Penny Lane ha detto...

Uao!!!!!!!!! Sei tornata a casa con il dente avvelenato, vero?
Beh, mi piace questa Bloody Choppa che fustiga i cretini geneticamente immodificabili... :DDDD

Penny

alfie ha detto...

ah... sta gente!!!!

Anonimo ha detto...

Boh, forse erano gli stessi, padre e figlio che si aggiravano dalle parti di Salani, il padre diceva al figlio: ma dai smettila di leggere, leggere è inutileeeeeeeeeeeeee sono tutte boiate! Ah, che mi sono persa a correre dietro a Ciccio Pasticcio! (ps... ma tu quest'anno non hai scaricato bancali! Non fare la furba eh! ;P ) C.

Choppa ha detto...

@C.: infatti lo dicevo a sostegno di chi l'ha fatto ;)
Ciccio Pastitcho merita una mancata scenetta e altro, visto che ha decisamente il suo perchè!

Claire. ha detto...

nah, a me non danno soddisfazione quelli che si incazzano e non ne avrebbero diritto, perchè di solito si incazzano proprio con quelli sbagliati.

Dressel1 ha detto...

il mese prossimo devo andare a milano per una faccenda non molto piacevole. se mi fermo a bologna (ho bisogno della città che mi ha regalato tanti bei ricordi) ce lo facciamo un caffè?

Anonimo ha detto...

ma uno micca se li scarica tutti i libri, funziona così: un gruppo di servi prende le scatole, tira fuori i libri e li mette su un mucchio poi li divide per genere. Nel frattempo altri gruppi li sistemano sugli scafali uno di narraviva, uno di saggi, uno di manuali etc etc... Purtoppo con questo metodo i libri all'apertura della libreria sono sugli scafali, ma non sempre si sa dove sono collocati, io i libri di infanzia non li ho neanche visti per esempio. ma ha ragione il signore dell'altra sera, è una cosa fatta male.Propongo che dall'anno prossimo uno faccia il lavoro da solo e che poi alla festa sia presente tutti i giorni (ovviamente dovrà saltare la pausa cena e ovviamente da volontariato) perchè non voglio più vedere la scena di un povero bambino senza il suo libro dei pokemon. mi si spezza veramente il cuore e non dormo la notte.

Choppa ha detto...

dressel!!! ma....ma....ovviamente sì! e se poi il caffè si trasforma in carrello dei bolliti?
Non vedo l'ora!

@anonimo: concordo appieno. E preciso che, anche se è una cosa un po' casereccia, la libreria della festa non è Feltrinelli, e uno ci va per gironzolare, non per cercare proprio quel titolo "che non lo trovo mai neanche da Melbook". Involontariamente hai coniato un termine che mi piace da morire: "narraviva", credo che te lo ruberò.
Grazie anonimo, chiunque tu sia