domenica, settembre 14, 2008

Mens (in)Sana

Sto per andare al Sana.
Non chiedetemi cosa mi abbia convinta a svegliarmi alle otto di domenica mattina; sarei capace di rispondervi solo con un'ode agli occhioni invitanti della Giorrrrrgia e un peana alla mia idiozia.
Già mi vedo, occhiaie elastiche, volto fresco alla Tina Pica e calzoni sgualciti, aggirarmi ruttando ragù per gli stand del naturale: vedrò tofu e penserò strutto, ammirerò materassi in cotone egiziano e come un cadavere riesumato affiorerà tra le sinapsi tossiche del mio cervello l'immagine mefitica del mio lettone vecchio e sfatto.
Non dormo decentemente da MESI, seguo orari del tutto sballati, l'organismo tarato sulla routine del caffè all'una del mattino "per tenermi sveglia e studiare/scrivere tutta la notte"; mangio quello che càpita quando càpita se càpita, sfumacchio, sbevacchio, guardo la tv e non faccio sport -io sto bene- e sto per andare a comprare ettolitri di succo di mirtillo equo e solidale per prevenire la cistite e calzari Birkenstock progettati da donne tedesche con lunghe trecce grigie.
Suppongo che il mio fare da Slimer molliccio e sbavone non collimi con l'idea precisa del visitatore ideale della fiera, ma tant'è. In mezzo a tanti aficionados del seitan in pantaloni chiari, se non altro rappresenterò quel bizzarro diversivo che i responsabili degli stand aspettano come una manna durante una lunga e snervante giornata di lavoro (mitigata solo dal succo di carota biodinamico).
Spero solo che il menù del self service preveda il maiale.

3 commenti:

fabrizio ha detto...

non c'entra un pezzolone con il tuo post, ma DFW s'è impiccato... :-(((((
???

alfie ha detto...

buon SANA allora! e buona domenica

Choppa ha detto...

@fabrizio: niente più capelli strani. :(

@alfie: grazie...sono già tornata e sopravvissuta (a malapena). A presto per il racconto