giovedì, agosto 24, 2006

Lacrime di Choppadrillo

"I was dreaming of the Past
and my Heart was beating fast
I began to lose control,
I began to lose control...."


-J.Lennon, Jealous Guy-


Ieri sera sono stata risucchiata in un buco nero sentimentale che nemmeno quattro etti di salame ungherese sono stati in grado di colmare.
Vi racconto.
Sono andata a un concerto di musica irlandese suonata da quei mostri di bravura dei BFolk, e via di gighe e tamburi per due ore, vedevo i trifogli crescere nei campi pelati della bassa emiliana e i bicchierini di té freddo caldo trasformarsi in pinte di Guinness scura, tanto per non procedere per cliché.
Stavo quasi per prendere il primo ryanair per Dublino che una macchia rosa mi costringe a bloccarmi di botto. Una macchia rosa coi baffi che si agita impazzita.
Il mio futuro ginecologo.
Ora, la cosa non dovrebbe sconvolgere un'anima di mondo come la mia, ma vedere un tizio che scruterà le tue parti più nascoste emettendo versi come "ummmm" e "adesso spingo un po', eh" sculettare e battere i tacchi in aria al ritmo di "Pass me the Beer" ti fa sentire un tantino fuori luogo.
Considerando che il ballerino in questione è stato colui che mi ha fatta nascere, la faccenda si colora di giallo nostalgia.
Ho stretto la stessa mano (sudata) che mi ha tirata fuori da mia madre 22 anni fa.
Non sono riuscita a trattenere le lacrime (figuratevi mia madre).

E poi, tornata a casa con l'eyeliner sciolto e il cuore fondue, ho acceso su Sky e mi è comparso davanti John Lennon nello splendore del documentario "Gimme some Truth", ovvero la lavorazione dell'album Imagine.
Non sto a dirvi la diga che si è spalancata al solo sentire la sua voce di carta di riso. Al primo piano americano che metteva in risalto i suoi occhialini tondi arancioni ho dovuto mettermi un cuscino sulla faccia per non svegliare a latrati l'intera famiglia.
Tra i singhiozzi silenziosi che mi riempivano e i sospiri mucosi che rilasciavo a scatti, il naso aquilino del Lennon mi s'infilzava direttamente nel cuore impedendomi di recuperare una qualsiasi parvenza di equilibrio mentale.
Ragazzi, ne ho abbastanza della sindrome premestruale.

3 commenti:

princeps ha detto...

Due in uno: se sono i befolk che ho visto io devono averne fatta di strada, perchè erano quanto meno imbarazzanti l'ultima volta, col pelato intento a gargarismi tremendi sulle ottave più alte.
Bellissimo il post su Budapest.
Ho pubblicato un appunto dall'esilio che purtroppo si preannuncia lungo. Fino ad allora, baci e un abbraccio. In bocca al lupo per a visita.

Lorenzo ha detto...

Ciao Marta!
è con inconfessabile e inaspettata delizia che mi accingo a leggere le tue ultime nuove, per scoprirvi traccia di spirituali mutamenti, rinnovamenti esistenziali, o semplici esperienze di vita.. D'altronde non è questa la cifra della nostra modernità? lo spettacolo dell'uomo per l'uomo, la mercificazione dell'ingegno e dell'animo, la perdita della coscienza soggettiva per l'omologazione oggettiva della globalizzazione delle idee..
Ahi mè, e io non ne sono immune!
Deliri a parte, e.. by the way!
Mi sto scoprendo nuovo e strano, un fenomeno sconosciuto si è impadronito della mia mente facendone misero scempio: insomma, ho cominciato a studiare filologia germanica! ma il punto è che MI PIACE, il punto è che da quando ho studiato la rotazione consonantica dell'antico alto tedesco sto provando ad applicarla all'italiano contemporaneo.. STO IMPAZZENDO?! Dèi benigni, mi affido alla vostra benevolenza!

SoulChoppa ha detto...

Ossignore, caro Lorenzo...devo chiamare il neurologo?
Io invece sto contando gli esami che mi mancano (ho cominciato ieri e sono ancora qui che faccio il calcolo), e mi deprimo vieppiù.
Comunque non importa: ho cominciato a lavorare alla libreria della Festa dell'Unità e non sai quanto mi diverto!
Ci vediamo presto (a ottobre, per lo meno....)e ci leggiamo qua!


Princeps perchè non vai nella prima biblioteca dotata di connessione web e aggiorni il tuo bel blog e mi tempesti di commenti?
I BFolk sono un gruppo fantastico e non ci sono pelati. Un banale caso di semiomonimia, temo!