lunedì, marzo 20, 2006

Suspa(n)ce


Dopo una settimana in compagnia del piumone e del palinsesto Sky (soprattutto di "Extreme Makeover Home Edition"...ragazzi, ma l'avete visto? Le famiglie disagiate, la casa nuova, un branco di muratori abbronzati che lavorano gratis per loro, il palestratissimo arredatore californiano Ty Pennington cosi' dolce con tutti, pace amore e buoni sentimenti...nel fragile stato emotivo in cui mi trovo piango come una femminuccia...mi auguro che per quando saro' incinta questo programma sia gia' stato bandito dall'etere, o mi sciogliero' come un igloo a Caracas...), sono uscita di casa!!!
Per festeggiare la ritrovata salute ho organizzato un incontro con George Clooney: solo io, lui e qualche esponente del biglietto ridotto Agis da spettacolo della domenica pomeriggio. Insomma, sono andata a vedere "Syriana".
Sono entrata a sala gia' buia, cosa che odio perche' non riesco a scegliere i posti giusti, ne' a rendermi conto che sto versando meta' del contenuto della borsa sul pavimento moquettato, ne' a vedere i piedi di quelli gia' seduti. E con le mie fettone 40 pianta larga gli "ahia!!!" dei vecchietti si sprecano.
Cosi', cerco di tramutarmi in una delle sorelle di "Occhi di gatto" e mi piazzo su una poltrona soffice come una Sacher. Il film comincia subito, e anche questa e' una cosa che odio. Sara' stupido e contro ogni morale anticapitalista, ma a me piace vedere la pubblicita' al cinema. Tutti quegli spot sulle ditte locali, tipo "Infortunistica Armando", "Parrucchieri Titingo" e "Pizzeria Rifugio...me l'ha consigliata Peppe!", mi mettono allegria.
E insomma, gia' un po' scocciata mi accingo a guardare questo film accolto cosi' bene dalla critica.
L'aspetto che mi e' piaciuto di piu' e' stato l'analisi dei vari aspetti della guerra attualmente in corso: i motivi che spingono un ragazzo a diventare kamikaze, le torture, gli interessi economici, gli attentati, gli accordi tra America e Arabia Saudita, la volonta' da parte dell'America di sedare qualsiasi tipo di autonomia democratica araba. Sara' stato il torpore dovuto agli strascichi dell'influenza, ma alcuni passaggi erano difficili da seguire: le descrizioni dettagliate delle transazioni bancarie tra emiri e presidenti yankees non mi sono parse del tutto chiare, ma nel complesso e' un buon film.
Sincero e appassionato, anche se mi aspettavo piu' suspense.
In fondo, la guerra che stiamo vivendo ogni giorno sulla pelle degli altri sta gia' perdendo il suo ritmo serrato, l'interesse si sta spegnendo a suon di cose nostre e decine di vittime al giorno ormai non ci interessano piu'...e nel nostro piccolo modo occidentale cerchiamo la notizia bomba, lo scandalo da paese che appaghi la nostra sete di novita' effimere. Perche' non bastano i bambini morti, gli aguzzini torturatori, le cospirazioni per il dominio petrolifero, l'ignoranza, il dolore, non basta che duri da quattro anni.
Vogliamo la suspense.
Ripensandoci, e' un buon film, sincero e appassionato. E basta.

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