lunedì, febbraio 20, 2006

Cicerona

Le scarpe da serial walker sporche d'argilla, qualche aneddoto nella bisaccia, un lieve pizzicore d'emozione nel portare a spasso un amico per la mia citta'.
La prima attrazione e' facile, ci si ferma il 20 davanti, Piazza Maggiore, il Nettuno e "l'acqua che sprizza dalle tette", come prontamente notato dal forestiero.
Le torri pendenti, il palazzo della Mercanzia ricostruito, Piazza S.Stefano come sempre bellissima e rotonda, defilata e discreta. Piazza Minghetti, che di solito non mostro a nessuno, con i suoi barboni e i platani centenari.
C'erano sole e vento fresco, passeggiando per Via Zamboni indicavo le facolta': Giurisprudenza, Lettere, Scienze della Formazione, la Biblioteca Universitaria, e giu' fino a Fisica e a Biologia, il giardino botanico con i cartellini davanti alle piante.
Ho provato a vedere le strade e gli edifici con occhi vergini, e ho notato le cacche canine e umane, la molitudine di librerie (ma ce ne sono sempre state cosi' tante?) il colore rosso e giallo dappertutto, il casino della piazzola.
Non sono riuscita a comportarmi da straniera, il mio amico notava cose che per me sono ovvie, insite nella vita di Bologna, parti inscindibili della sua architettura:
"ma ci sono un sacco di rasta!"
"..abbiamo sempre camminato sotto i portici!"
"c'e' una che canta janis joplin" (malino, n.d.r.)
E alzava la testa per guardare meglio palazzi che non noto da anni, e che forse non ho mai visto davvero.
Faro' lo stesso quando mi invitera' a Udine? Anch'io tirero' dritto davanti alla Piazza principale e mi soffermero' curiosa su particolari che ha sempre ignorato?
Non smetto mai di domandarmi che tipo di turista sia, se la gente noti che non sono del posto, che ho un'aria diversa, se i luoghi che visito mi meritino o no.
L'aria bolognese conquista in ogni caso, e il buon Piotre si e' trovato bene, ma non per merito mio, balbettante cicerona lungo vie che non riesco a carpire.

(Oggi ho spedito la domanda per il concorso).

2 commenti:

Passero ha detto...

In bocca al lupo per il concorso.

Quando ero al liceo, mi caricavo lo zaino di panini e andavo in gita a Bologna, bighellonando tutto il giorno e la sera, guardando e girando per tutte le viuzze che si diradano da piazza Maggiore, scoprendo luoghi di sosta, guardando la zona universitaria con ammirazione e con la voglia d'andarci il piu' presto possibile, una conoscenza della città che mi risultò d'aiuto negli anni a venire, trovando sempre il posto dove riposarsi, la fontana dove bere, la scorciatoia tattica. So già che se mai lascierò la città l'abitudine più difficile sarà quella di prendere l'ombrello, lasciato sempre a casa, "tanto ci sono i portici"

SoulChoppa ha detto...

Seguire sempre la strada meno battuta, questa e' la regola.
Tra l'altro, l'amico in questione ti sarebbe piaciuto. La prossima volta combino un incontro al vertice!