martedì, luglio 31, 2012

Sconnessione

Ho appena salvato nelle bozze un post parecchio delirante che ha a che fare con il film "Into the wild-nelle terre selvagge" visto fino a 20 minuti fa, e alla sua frase topica che dice
"La felicità è reale solo se condivisa".
Copiando lo slogan di  Facebook, il regista Sean Penn forse vuole dirci che è inutile mollare tutto, partire in solitaria per l'Alaska senza uno straccio di scatoletta e morire di fame in solitudine, se puoi invece condividere la felicità standotene a casa al calduccio postando foto e status(es) collezionando approvazioni dai tuoi amici virtuali. (Pescando Ritz direttamente dal sacchetto e ruttando Spumador).
Però tale post non me la sono sentita di pubblicarlo perché era veramente troppo cinico e disconnesso.
Poi parlava a un certo punto di me che come al solito ho sempre quel problema che vorrei abbracciare e amare tutti e passare con loro tante ore in intimità a scambiare chiacchiere e coccole, io solita puttana del cuore che vorrei cucinare pane e insalate di riso a chicchessia solo perché mi ci trovo bene.
Poi partiva un gran parallelo tra me, puttana del cuore generosa e il protagonista di "Into the wild-nelle terre selvagge" desideroso di dare, e lui in viaggio in autostop per l'Alaska e io in partenza con il treno regionale per Pavana.
Non è la stesa cosa, però il fine è più o meno simile: darsi e condividere la propria gioia con gli altri.
Poi c'era anche il fatto che in questo momento sto leggendo molti bei libri e dormendo pochissimo, e che non so fare un'analisi attenta delle priorità, continuando a lasciare che i piatti si accumulino nel lavello e il lavoro sulla scrivania mentre passo il tempo a cercare di mettere i piedi in ammollo e di sintonizzarmi sulle gare olimpioniche, che la Rai bellamente snobba a favore di repliche di vecchi Tour de France.
Ve l'ho detto, era un post disconnesso, ma c'era tutto questo.
Nella mia testa c'è tutto questo.
Mi sa che non basterà una settimana in montagna dai miei a dipanare il tutto, però ci provo.
Una cosa è sicura: non morirò di stenti.
E anche un'altra lo è: non ci sarà nessun Eddie Vedder a scrivermi una colonna sonora.
Ma altre persone sì.
E con questo gancio sibillino vi mando alla prossima puntata

4 commenti:

Mercoledì ha detto...

"Puttana del cuore" è bellissimo! (il prossimo titolo, eh?!) Lo userò citandoti! ;)
..."ruttando spumador"...miiiiiiiiitica! ^__^
Mamma saura! Quel film è angosciante! Credo anche di aver pianto, ma più per pena di questo derelitto mangia bacche.
Buon riposo e buon rinfresco montanaro.
Se vuoi inizio io a scriverti la colonna sonora. Deo far scorta di Spumador! ;)

Debora ha detto...

Non ho visto il film, né letto il libro o libricino che dir si voglia, ma a spanne conosco la storia che sinceramente poco condivido..
Non sono ai livelli di condivisione in stile facebook, ma mi sento molto come te, e la tua auto definizione "puttana del cuore" me la sento cucita bene anche addosso a me, che come te vorrei abbracciare tutti e passare ore a chiacchierare e a coccolarsi...
Buone vacanze, spero fresche, riposanti e rilassanti!!
Ma il tuo libro??????

Anonimo ha detto...

Quello che ho pensato arrivata alla fine del film è stato: "Ma passare un attimo a un discount prima di partire per l'Alaska, no?"
e mia cugina (13 anni):
"No, perché poi che senso avrebbe tutto quanto? Non bisogna comprare, bisogna andare contro il capitalismo, bisogna vivere con le proprie risorse e basta!"
Al che ho replicato:
"ok, ma un fucile per sparare alle cornacchie se l'è comprato, però".
Per cui resto della mia opinione: meglio du' scatolette di tonno in più.

baci a voi!

martachoppa

ps: il mio nuovo libro esce il 3 ottobre, a breve succulento post appost

Debora ha detto...

E io sto post lo aspetto!!! Bacissimi!!!!