mercoledì, luglio 27, 2011

Per stare bene

Avrei bisogno di un piatto di rigatoni al ragù, e tali rigatoni dovrebbero essere non troppo grossi, cotti bene al dente, di consistenza callosa e non collosa, separati l'uno dall'altro, con ognuno il proprio buco straripante di suddetto ragù.
E il suddetto ragù dovrebbe essere di manzo macinato e maiale, soffritto a fuoco vivace in un battuto di cipolla, sedano e carote, con poco olio d'oliva dal profumo forte di terra, e poi cucinato per tre ore nei suoi stessi umori.
Il tutto dovrebbe essere ben mescolato in un pentolone di ghisa e poi servito in un piatto bianco dai bordi decorati con sottili linee azzurre, utilizzando un mestolo bucherellato chiamato ramina.
Poi avrei bisogno di un bicchiere di vino rosso fermo, caldo, e un tovagliolo di stoffa scura da sporcare a piacimento.
Poi un divano soffice dove riposare.
Poi un libro da lasciarci le ditate di sugo unto sull'angolo in alto a destra delle prime pagine che leggerò, prima di appisolarmi.
Poi un gatto ciccione che mi si accoccoli in grembo e decida di poltrire con me, e cullarmi con le sue fusa.
Poi che tutti i dispositivi elettronici della Terra esplodessero in un colpo solo, lasciando muto il mondo, però in silenzio, di uno scoppio idrofilo, per lasciarmi dormire.
Poi che il raduno di centauri che si svolge ogni giovedì alle ore 23 sotto casa mia venisse inghiottito in una voragine di melma e si risolva in un dramma della sparizione analizzato da tutti i peggiori programmi di retequattro ogni martedì alle ore 2 di notte in tutte le case degli italiani e degli immigrati all'estero.
Poi che venisse dichiarato fuori legge il gesto dello scaccolarsi.
Poi che uscisse un nuovo libro di Stefano Benni, però stavolta bello come Elianto.
Poi che tutte le persone che detesto diventassero amabili, le persone con cui ho litigato mi perdonassero e facessero la pace con me, ma solo quelle delle quali m'importa, poi che qualcuno si dimentichi una sporta di Duplo in ufficio e che il Duplo non facesse ingrassare, poi che nessuno mi vedesse quando mi vergogno e divento rossa, poi che il mare fosse anche a Riale, poi che la benzina fosse gratis e le macchinette delle merendine generose come nonne.
Poi avrei bisogno di te, che sei lontano, e che tutti sapessero a memoria quello che ha detto Kant, che era un tipo che passava di qua:
"Nessuno mi può costringere ad essere felice a suo modo (come cioè egli si immagina il benessere degli altri uomini), ma ognuno può ricercare la sua felicità per la via che a lui sembra buona, purché non rechi pregiudizio alla libertà degli altri di tendere allo stesso scopo".


ma questo è chiedere troppo, già lo so.

7 commenti:

Calzino ha detto...

bè, l'incipit mi ha fatto colare una bavetta sulla tastiera.
sappilo!

Choppa ha detto...

bene, era il suo scopo! Fa parte del piano di distruzione dei dispositivi elettronici

Scarabocchio ha detto...

Ma no, dai, una parte di tecnologia salviamola, almeno quella che mi ha permesso di conoscerti: per il resto tutto al rogo, a partire dal digitale terreste a finire a tutte le diavolerie touch screen che detesto da morire!
Ah! Anche le casse faidate all'Ipercoop e i joypad con troppi tasti! ^^

Basta! Vado! Quest'odore di ragù immaginario mi sta stordendo! ;)

Isabel ha detto...

Sono i piaceri più semplici che ci regalano le soddisfazioni più grandi!

Gocce D'Aurora ha detto...

Ciao Choppa, passa da me che c'è un Pensiero per Te.

biribolina ha detto...

ciao choppa! è bello leggerti. sei bella.
biribolina!

Choppa ha detto...

buh, grazie biribolina, adesso vado a leggerti.
Gocce d'Aurora, davvero? Dove?