sabato, giugno 11, 2011

La Toscana si sta estinguendo (con finale da thriller)




Breve aggiornamento prima che vada a fare il purè (sono le 10.37 di sabato mattina, gioco d'anticipo).
In Toscana è andato tutto veramente molto bene, a parte mezza giornata di pioggia estiva che come sempre in montagna si trasforma in tempesta paurosa con tuoni che fan la vociona e fulmini che fan le fotografie;
a parte l'oculata partenza intelligente con tre ore di fila in autostrada, un'ora per attraversare San Lazzaro (per i non abitanti, circa 5 km di cittadina), e altre due e mezza per valicare i tornanti sino a Caprese Michelangelo, con Marco bestemmiante io sudante freddo e tutta la popolazione evidentemente diventata parecchio intelligente perché parte tutta assieme nelle ore meno trafficate.
A parte questo, dicevo, e tranne il fatto che alla fine io abito ai piedi dell'Appennino tosco-emiliano e quindi tutta questa differenza paesaggistica non me la sono ritrovata, mentre attorno a me legioni di brianzoli svenivano di catarsi al solo sbirciare una balla di fieno,
ecco
a parte ciò,
è stato molto bello.
La prima sera, inumidita di tutto punto, mi è parso di sfiorare l'estasi suprema fattasi fungo
fritto al ristorante Il Cerro , tamarrissimo fuori commovente dentro, cabernet ravioli tagliata funghi fritti ommioddio cantucci col vin santo ommioddio in due 40 euro.
Volevo baciare i camerieri a uno a uno (che in realtà era solo uno, ma dopo mezza b
ottiglia di vino rosso e mezza di dolce seccate via da sola, di camerieri ne vedevo almeno cinquantatré).
E La Mariuccia, sorta di rifugio stillante strutto dalle pareti, a tre tornanti dal nostro b&b, ha visto un ulteriore afflato di mia gioia personale.
"Vorrei solo un antipasto"...
ah.
AH.
Vi dico solo che le gamelle di zuppa di fagioli e acquacotta con salsiccia e patate sono ancora lì, incastonate nella memoria e nel cuore (e nel colon) come meravigliosi trittici medievali nella cattedrale del mio corpo.
E le città...l'impervia eppur accogliente Anghiari, la ripida e aperta Arezzo, l'orribile Sansepolcro ("ma come, non hai visto Piero della Francesca, la Madonna del parto?" "eh sì, ma quel che c'è intorno fa un po' schifo"), le holline la hampagna, e l'adorabile casetta che ci ospitava...
insomma,
magnifico.
A coronare il tutto, un congruo sconto al b&b un po' per simpatia, un po' perché un tubo della nostra comoda doccia s'era spanato, allagando il soffitto al piano inferiore e impedendoci di lavarci per due giorni.
E così, putridi e felici, abbiamo percorso la strada del ritorno seminando una scia di funghi e sudore lungo tutto il confine romagnolo.
E' stato bello, sì.
E adesso tocca riprendere a lavorare,
ché il dovere (e il purè) chiamano.


Così come la dieta prematrimoniale...


5 commenti:

daniela ha detto...

Daiiiiiiiiii!!!! Quindi vi sposate???

Choppa ha detto...

eheh lo sapevo! Non mi sposo io, ma la sorella di Marco, alla quale lui dovrà fare da testimone...matrimonio tra Sicilia e Calabria= materiale narrativo à go-go!

daniela ha detto...

Uff hai fatto il tranello! Vabbè, sarete i prossimi! E lì sì che avrai materiale narrativo! ;-))

Mercoledì ha detto...

PEr noi che "com'è bello andare in giro per i colli bolognesi.." in effetti non ci sono grandi differenze paesaggistiche, ma i prezzi sono molto diversi a quanto pare! LE foto sono molto belle, specialmente quella in cui ci sei tu col tuo bel faccino inclinato con dietro i mattoni a vista.
Dieta prematrimoniale, ma se sei già carinissima così! Vuoi proprio infighettarti di brutto, brutto, brutto!
Stammi bene piupa, finalmente ho potuto scrivere le mie baggianate! ;)

Choppa ha detto...

naaa, macché...devo stare attenta a quel che mangio, mica per infighettarmi, ma perché non voglio rogne una volta che mi ritroverò a gambe spalancate davanti al mio gine!