martedì, giugno 21, 2011

Kitchen

(Premetto che comunque non è molto facile scrivere qualcosa di sensato sul restauro della cucina se ti suonano a cinque millimetri di distanza tutta la discografia di Pat Metheny.
"Ma è perché c'è poco spazio! Quando avremo più spazio ti lascerò scrivere in pace!"
"Cazzo, CENTOVENTIMETRIQUADRI è poco spazio?!"
"Eh ma adesso c'è casinmhnhnhcnsdh, bla bla bla blabla senti questo pezzo che forte"
E ricomincia a tumbpare sul suo contrabbasso snello. Cioè, pure il contrabbasso c'ha di snello, non gli bastano le braccia, la pancia, le spalle, il collo. Tutto il mondo a sua immagine. Tranne te! Dice passando Fabri Fibra. Forse gli servo per ammorbidire la quantità di spigoli di cui si circonda).

Paolo Fox l'aveva detto, che i primi sei mesi dell'anno sarebbero stati per il Leone ricchissimi di avvenimenti, una specie di lunga semina dalla quale cogliere i frutti da pascere nel lungo inverno a seguire. Così, come se il mio primo lavoro sei ore al giorno-ferie contate-riunioni-cartellino, e un cancro, non fossero bastati, ecco che dopo anni e anni di tentennamento, rinunce e alzate di spalle, ho deciso di rinnovare la cucina.
Con tutto quello che comporta.
Ovvero:
idraulico
elettricista
smontaggio dei vecchi mobili con conseguente cernita di teglie e utensili, riscoperta di mestoli che non si usavano da quando andava di moda la moquette
pulizia di vent'anni di croste, patacche e sudiciumi abbarbicati sugli stipiti e nelle odiosissime fessurine tra le piastrelle
imbarazzanti ritrovamenti di pregiati reperti archeologici quali bottigliette di succo di pomodoro dell'86 e omogeneizzati fossili al vitello tonnato.
Imbianchino.
Appuntamenti con idraulico, elettricista e imbianchino che hanno ognuno un carnet più fornito di quelli di William, Kate e Obama messi insieme, visto che non c'è verso di beccarli tutti lo stesso giorno alla stessa ora.
Il caldo.
Il resto delle stanze riempito fino all'orlo di sacchi di pentole e padelle, cibarie superstiti, tovaglie e polvere millenaria.
Andava fatto.
Il tubo sotto al lavello ha abdicato al marciume anni fa, i pensili pencolavano come denti in una bocca guasta e l'impianto elettrico è saltato mesi or sono alla vista di cotanto sfacelo e squallore.
Eppure, finché mi ha retto il forno, ho continuato a rimandare.
Ve lo dicevo qualche post fa, senza forno non resisto, desisto, non esisto. Senza pizza, pane, lasagne, seppie, orate gratinate, patate dorate, focacce, ho un'autonomia di circa quattro mesi, poi basta. Poi muoio.
Ho bisogno d'impastare per vivere, ecco cos'ho capito di me in questo tempo oscuro senza timer.
E adesso che vivo queste tre settimane sommersa dal casino, dai cataloghi, dai preventivi e dai lavori altrui, tiro avanti immaginando il tepore accogliente degli gnocchi alla romana, del pollo arrosto e delle verdure miste al parmigiano, delle torte che finalmente potrò di nuovo preparare per i miei amici e i cugini che compiono gli anni.
Avevo paura di rinnovare la cucina perché temevo il disastro, come sempre. Come sempre pensavo ai rimproveri della gente,
ai "ma questo impianto è orrendo, che è successo?"
"ma questo sporco è disincrostabile, che hai fatto?"
"ma qui c'è da buttare giù il muro, chi è stato?"
e invece, per ora, ci sono stati i
"ma nelle case vecchie è normale"
"facciamo tutto entro due settimane"
"questo è niente, ho visto certi muri scuri scuri",
e, come sempre, ho imparato che, oltre a impastare, non posso vivere senza le rassicurazioni.
Le due cose sono molto collegate tra loro, il gesto dell'imbastire il pane e la carezza sulla schiena per confortare, e che ho bisogno di elargire, oltre che ricevere, perché possa andare tutto bene.


4 commenti:

Mercoledì ha detto...

Smussare gli angoli egli spigoli (sempre che si dica!) ti pare poca cosa?!
Sei utile anche in quello, baby!
Ti fai troppi problemi inutili, hai mai visto "case da incubo" sul canale vagamente femmineo Lei?! Quella sì che è roba dell'altro mondo! Cmq scrostano forme di vita che giacciono in ogni dove dal dopoguerra con guanti glitterati, bicarbonato e olio di gomito!
MA perchè dai retta ancora a Paolo Fox? Scriviti un oroscopo che ti piaccia e ti soddisfi, leggitelo e credici!
..e come dice Nigella alle sue torte "Burn baby burn" ;)
Non vedo l'ora di zìoppingare casalinguo cottìa! W le cucine nuove, abbasso gli imbianchini, gli elettricisti e gli idraulici!

Choppa ha detto...

Io ADORO "Case da incubo": mi fa sentire una persona migliore. Mi fa anche venire sempre una gran voglia di pulire! Ho appena visto il tuo video, è ultra bello

yashanti il blog di una donna del sud ha detto...

"Ho bisogno d'impastare per vivere", questa frase mi ha colpito in modo particolare, basta sostituire impastare con il proprio verbo e torna sempre..bel post, ma che fine hai fatto?

Choppa ha detto...

eh, purtroppo tra lavori vari e cucina smembrata ho pochissimo tempo per fare altro. Domenica sera però sarò al DOM del Pilastro per leggere delle cose, se ti va di venire ci vediamo, dalle 21!