martedì, giugno 09, 2009

Ci vuole Fegato

 L'unico a usare gli aggettivi "Piduista" e "Fascista" riferendosi al governo Berlusconi è stato Di Pietro. Su Skytg24, alle ore 23, intervistato da un biondino fighetto che l'ha interrotto non appena ha visto palesarsi il torbido Capezzone. Il biondino fighetto si è con gusto dedicato esclusivamente a intervistare il giovane voltagabbana, riservandogli la metà destra (non a caso) dello schermo e una serie di compiacenti domande-affermazioni sullo stile "allora è una grande conferma del PDL?", lasciando cadere, malamente raccolto con lo scopettino dell'indifferenza, l'illuminante discorso del leader dell'IDV.
Nella metà sinistra della tele, ho visto Di Pietro andarsene senza commentare la villania subita.

Ieri mattina mi sono svegliata alle otto per preparare delle polpette di fegato, piatto scelto dopo accurata consultazione dell'"Enciclopedia della cucina italiana" di Repubblica per la sua facilità di preparazione (livello "Medio", secondo gli esperti gastronomi), l'abbinamento viticolo consigliato ("Chardonnay trentino" secondo gli esperti sommelier), e l'aspetto vagamente disgustoso della preparazione ultimata ("sembrano cacche d'alce", secondo l'esperta mutter). 
Troppo spesso sono stata ingannata dalla bella presenza di presunti manicaretti, tutto un luccicare di cupole d'argento, decorazioni di zucchero, riduzioni di asparagi e fiumi di glassa, per poi scoprire che sotto la copertina di primizie in bilico s'assopivano sapori dimenticabili, se non inesistenti. Allora ho imparato che se un cibo risulta all'occhio non proprio appetitoso, allora sarà realmente una libidine per il palato. Pensate alle badilate diarroiche di budino al cioccolato.
Alla superficie butterata dei proverbiali "brutti ma buoni", ai fallici e deliziosi cetrioli, o all'acneica mortadella.
Vogliamo lasciar perdere un teorico parallelo con le donne, che meno appaiono tirate a lucido e più nascondono, sotto strati di grasso e unghie trascurate, sostanza e sapore sessuale e caratteriale?
Vogliamo.

Comunque eccomi lì, occhiaia pendente e volume numero 1 ("Antipasti") scoperchiato sul tavolo, a maneggiare con tutta la destrezza consentitami dall'ora mattutina teste d'aglio e sanguinolenti fegatini di pollo, tentando di mettere insieme queste famose "Polpettine alla lucchese".

"Sorellina per favore leggimi gli ingredienti, dammi una mano che devo montare il frullatore"
"Ma di cosa, di...urrrgh, queste?"
"Sì, di uuuurgh proprio di quelle. Poco far la schizzinosa, che secondo me son buonissime"
"Mh, vabè. Allora: 
1 uovo
fegatini
aglio
pangrattato
olio
due acciughe dissalate"
"E basta?"
"Bona, sì."
"Leggimi un po' il procedimento".
Uso il termine procedimento facendomi venire in mente che la Sorellina è diplomata alla scuola alberghiera (ubicata precisamente dinnanzi al McDonald's di quartiere. Il che lo trovo, non chiedetemi perchè, stranamente donchisciottesco), e potrebbe apprezzare la finezza.
"Il CHE?"
Finezza sprecata.
"Il PROCEDIMENTO, il come si fa!"
"Ah sì. Allora. Soffriggere i fegatini nell'olio"
"Fatto"
"Lasciare cuocere tre minuti. Salare e cuocere altri cinque minuti....no aspè, ma non poteva dire direttamente lasciar cuocere per otto minuti?"
"No, è giusto: se lo sali subito diventa asciutto come un levriero".
"Ok, allora...lasciarcuocerpertremi....blbrrrlrsss....ecco, tritare il fegato insieme alle acciughe, con il suo fondo di cottura".
Travaso acquetta, carne e acciughe nel frullatore (nuovo. Kenwood Multipro 900. Ricevuto a Natale 2006 e usato per la prima volta una settimana fa, e solo a seguito della fatidica marco-frase "O quel coso la smette di fungere da comodino E da sede nazionale dell'Associazione Acari, o te lo faccio ritirare dall'Hera. Guarda, piuttosto te lo monto io"), cautamente infilo la spina nella presa, tappo tutto appena in tempo e ruoto la manopola verso il MAX.
In pochi secondi, l'inflessibile lama Multipro riduce il fegato in morbida crema.
"Fatto".
"Perfetto. Adesso devi mettere il composto in una terrina, aggiungere l'uovo, salare, pepare e mescolare finchè il tutto non risulterà omogeneo".
"Ok, da qui posso farcela da sola. Grazie Sorellina, torna pure nei tuoi lidi. Ah, aspetta! Vai adesso a votare?"
"Tra dieci minuti"
"Hai deciso per chi?"
"Sì"
"Metti la preferenza per Flamigni!"
"Come preferisci"
"No, come preferisci tu, cioè Flamigni"
"Per me l'importante è che mi timbrino la scheda. Te quanti timbrini hai?"
"Già sette, in sei anni di diritto al voto"
"Figo, io due"
"Arrivata a tre ti regalano una Winx"
"Buone polpette, io vado!"
"Ciao"
Mi ritrovo da sola a fare i conti con anni di letture di libri di cucina, ore e ore di programmi culinari su Sky e la visione dell'intero Ratatouille per cinque volte, il che mi porta a credere con tutta me stessa nel sacrosanto comandamento numero uno del cuoco casalingo: "pulisci le stoviglie mano a mano che le usi".
Così, prima di procedere col pappone per le mie polpette, lavo il frullatore.
Stacco la spina, rimuovo delicatamente il contenitore e lo metto nel lavello.

E dire che non sono scema.
Che ho bevuto due bicchieri di caffè e maneggiato mezzo chilo d' interiora, e a questo punto potrei dirmi onestamente sveglia.
Che non leggo solo libri di cucina, ma anche il manuale d'istruzioni del suddetto frullatore. Che riporta in grassetto, su ogni pagina, a minacciosi caratteri cubitali, la frase:

STATE ESTREMAMENTE ATTENTI ALLE LAME

Un pensiero di troppo, una fretta improvvisa, e mentre lavo lo sminuzzatore mi squarcio il dito indice con la sua lama Multipro, che mi apre un sorriso digrignante sul polpastrello che comincia a sbavare sangue dal tanto che ride, e non si trattiene nemmeno quando lo sbatto ululando "ahia ahia ahia ahia" sotto il getto d'acqua.
Calda.
Perchè quando si ha il prezioso dono della scemenza, tanto vale sfruttarlo fino in fondo.
Il sangue continua a colare e non smette più (per forza, rincoglionita), fino a quando, per pura pena, lo scaldabagno si spegne e comincia a scorrere solo acqua fredda. Il flusso si calma e riesco a scorgere l'entità del danno. 
Mi sono aperta sul dito una bocca come quelle di certe donne africane, che per trasportare con più agio piatti e scodelle si tagliano i nervi laterali del labbro inferiore, in modo da poterlo allargare a piacimento. Adesso anche dal mio indice sporge un labbrone in grado di ospitare diverse stoviglie. 
Le polpette abbandonate in fase squaglia, mi precipito in bagno a fabbricare una fasciatura, scontrandomi con la mancanza di cerotti e disinfettante e con la presenza di rum e stracci puliti. I miei hanno un concetto piuttosto McGyveriano della cassetta del pronto soccorso.
Trovo un po' d'alcool (AHIAHIAHIAHIAHI PORCACCIA") e del cotone idrofilo, che chiudo con un metro di scotch marrone da pacchi (a sproposito, com'è che lo scotch marrone da pacchi profuma di nocciola?), mettendo a tacere la bocca sul dito come farebbe col suo la ragazza della pubblicità dei Fonzies (solo che il mio metodo è molto meno sexy).

Col mio mega ditone fasciato, riprendo a cucinare e tutto sembra andare per il meglio.

Nel pomeriggio vado a votare con la Chendo, cara amica dei miei nonché cara zia putativa mia.
Arrivata al seggio, tiro fuori carta d'identità e tessera elettorale.
Mi metto in fila.
Cerco di sedare la leggera ansia che sempre mi prende quando mi tocca votare (piuttosto spesso, cioè).
Per un attacco di curiosità fuori luogo, controllo la data di scadenza della carta d'identità. 
Che è completamente intrisa di sangue.
Senza che me ne accorgessi, la fasciatura ha ceduto e la bocca ripreso a sputazzar'emoglobina, sbavando copiosamente su polso, braccio, carta d'identità e tessera elettorale. 
Scappo via e mi rinchiudo nel bagno, inseguita dalla Chendo.
"Choppa che è successo?"
Non so perchè, non mi va di raccontarle tutta la storia. Mi sento stupida ad ammettere di non essermi curata a dovere.
"Mi sono tagliata con la carta, guarda che casino!"
"Beh, che ci fa? Chiedo un cerotto al carabiniere"
"no no no non importa, dai mi sciacquo, lascia perdere"
"ma come no, poi se  macchi la scheda ti annullano il voto!"
L'idea di dare il sangue per Berlusconi effettivamente non mi alletta, anche se non sarebbe male, PLOCH, una gocciona cremisi sul simbolo del PDL. A sottolineare il lato trucido del partito.
"E va bene, dai".
La sento gridare:
"Carabiniereeeee scusi un ceroootttto! Si è tagliata!"
E in men che non si dica vengo circondata dal corpo armato di Dalerino, il mio dito è graziosamente avvolto da un cerottone rosa pallido e il mio voto salvo (ma ahimè disperso in un ridicolo 3,1%).  

Ho raccontato la scenetta a cena  tra le risate di tutti, i "ma non è meglio darci due punti?" del Babbuddha e i "facciamoci sempre riconoscere, figlia, mi raccomando eh" della mutter.
Le polpette, tenute insieme col pangrattato e fritte in olio di semi, erano deliziose (nonostante sembrassero effettivamente delle cacche d'alce).



Stamattina, a spoglio avvenuto e bocce semiferme, guardo i commenti dei leader sul TG1.

"DiPietro, come giudica il risultato elettorale ottenuto dal suo partito?"
"Una chiara richiesta di aiuto dell'8% degli italiani all'IDV, perchè sia l'alternativa a questo governo piduista e fascista".
Lo ripete, dunque.
E lo fa mostrando  in diretta nazionale un orrendo grumo di sangue che gli pende dall'occhio sinistro.
Senza tema di dire le cose come stanno, senza tema di risultare repellente, evitando di nascondere la verità e d'imbellettare le brutture, che siano le proprie o quelle degli altri.
Sanguinando.
Proprio come me.

L'anno prossimo lo voto.

10 commenti:

C.Stanislaw ha detto...

Già votato l'anno scorso (Di Pietro) e da allora digerisco anche meglio..

Scarabocchio ha detto...

:D :D :D :D :D :D :D

IMPARAGONABILE CHOPPA!!!

:D :D :D :D :D :D :D

Claire. ha detto...

Però lo voglio sapere, dalla Choppa-madre, a cosa somigliano le cacche d'alce!

Anonimo ha detto...

tengo precisare che: all'alberghiero ho fatto indirizzo SALA-BAR e che MAI sono stata in grado di leggere una ricetta di cucina :).

Al Mc Donald's ci sono andata un casino di volte in prima superiore e condivido pienamente nello scritto della choppa dicendo che mi è bastato per i successivi 4 anni di scuola.

L'orrenda fasciatura con carta da pacchi l'ho fatta IO.scusa martuz ma ci tenevo a prendermi il merito visto che spaccava la faccia quel ditone!!!

Baol ha detto...

Bisogna vedere se l'anno prossimo ci saranno ancora elezioni... :'(

Ma come sono venute le polpette?!

Un abbraccio

Penny Lane ha detto...

Ci vuole il fegato degli aruspici di cui ha parlato Dressel... ;D

Choppa ha detto...

@Stanislaw: aggiudicato. Dalla prossima, Antonio AlkaSeltzer

@Scarabocchio: smack. Qualche volta compari su msn che ci facciamo due chiacchiere!

@claire: alle polpette! o...aspetta...ma...o non saranno mica uguali a....claire...sei tu?!

@anonimo: il feroce Salabar! :P

@Baol: credo proprio di sì, magari anche due o tre....le polpette? Ottimerrime, grazie all'Enciclopedia della cucina, un grande frullatore e quel tocco di sangue umano che è sempre rinvigorente!

@penny: il mio frullatore riuscirebbe a sminuzzare persino quello! :D

Anonimo ha detto...

La ringrazio per Blog intiresny

Anonimo ha detto...

leggere l'intero blog, pretty good

Choppa ha detto...

grazie, caro anonimo che commenti qua e là, torna presto a trovarmi!