martedì, dicembre 19, 2006

Ma come fanno?


In via Farini c'è tutta questa serie di negozi di lusso.
Li vedo dall'autobus mentre torno a casa.
Ognuno di essi contiene:
-un commesso alto magro e moro, con gli occhiali, vestito in giacca e cravatta come se invece che piegar mutande dovesse concludere un affare di Stato al Parlamento di Bruxelles.
-una decina di faretti basculanti che illuminano l'ambiente di un' abbacinante luce ghiaccia, stile distesa polare alle isole Svalbard. Forse per smorzare il riverbero, il commesso porta sovente occhiali da sole.
-due camicie, quattro cravatte e un paio di scarpe.
-una gruccia da cui pende una maglietta nera a maniche corte con su scritto in bianco, a caratteri minuscoli, il marchio dello stilista di turno. Euro 103.

Di solito questi monoloculi tirati a lucido sono deserti, chi ci lavora trattiene a stento gli sbadigli, si controlla la manicure e fa finta di togliere un invisibile pelucco da un'impeccabile gonna di chiffon.
E mi sono sempre chiesta: ma come fanno a resistere?
Come fanno se i cinema chiudono, se i fornai falliscono, i merciai si trasformano in call center e i casalinghi in profumerie?
Perchè il monoloculo di Roberto Cavalli rimane aperto?
Chi va a comprarci i pantaloni?
Nessuno dei miei compagni di 13, evidentemente. Nessuno di quelli che conosco o che vedo per strada, tranne forse qualche ragazza dai capelli lisci e dal culo piccolo e il fidanzato ingellato col maglione rosa.
Io sono per chiuderli. Per renderli panettieri, negozi di libri usati, rivendite di vecchi srumenti musicali.
Che meraviglia un mondo che ha bisogno di un antico trombone e se ne frega della nuova Lacoste antracite, che compra una consunta edizione del primo Hrabal e snobba la gonna in pitone e cincillà di Carla G.
Per un universo così ci metto la firma.

12 commenti:

Anonimo ha detto...

Va a comprarli proprio lo sfigato morto di fame che ti si era seduto dietro sul tredici perché ha imparato che se c'è quella scrittina bianca sulla maglietta nera si può sentire un pò meno sfigato. Poi fa il mutuo e lo considerano uno sfigato comunque, ma che importa, l'importante è la convinzione! Se nelle magliette guru non ci fosse la margherita costerebbero 3 euro e non le comprerebbe nessuno. Quei negozi sono semivuoti e tuttavia resisitono perché gli basta vendere un centimetro quadro di stoffa per fare giornata. E i commesi magari sono laureati perché non trovano altro lavoro. Nei negozietti non sperarci più, i centri commerciali divoreranno tutto... probabilmente anche il nostro angolino di libreria dove, come libro tipicamente natalizio, consigliamo Gaspare, Melchiorre e Baldassarre di Tournier. Lo sforzo maggiore comunque non è il consiglio ma lo sconsiglio. Vogliono proprio leggerlo quel caxxo di libro di Vespa o della Franzoni!!!
Clerks :°D \o/

Anonimo ha detto...

I negozietti chiudono perché fanno prezzi più alti dei centri commerciali.
Giusto? Sbagliato? Non lo so, ma di pagare di più per una cosa uguale non ne ho voglia.

Chi li compra non te lo so dire, chi ha i soldi, dico bravo a chi riesce a vendere una borsa a 2500€, sei un genio del commercio. Il brand di markettiana memoria, magari i negozi sono in perdita, però "devono" esserci, guadagni a Roma oggi, perdi a Bologna, perdi a Milano, guadagni a Bologna domani. Mercato globale. Prezzi che ti fregano specie con l'euro-dollaro (mannaggia a loro tra dazi e tasse d'importazione) e con lo sfruttamento del lavoro

princeps ha detto...

Non ci vuole poi così molto a vendere una borsa da 2500 euro: ha un suo target preciso. Non sono quelli gli articoli che fanno mercato. Allo stesso tempo non demonizzerei il centro commerciale (pur non piacendomi), o la maglietta prodotta in serie o firmata, fino a quando non diventi un feticcio (e qui occorre dire che nella maggior parte dei casi diventa feticcio eccome).

Piccola curiosità spicciola: dove si trova via Farini? Immagino in centro, ma non la ricordo.

SoulChoppa ha detto...

@princeps: allora, sai S.Petronio? sulla destra c'è via D'Azeglio (altro corso dello shopping di lusso); sulla sinistra c'è piazza Galvani con la statua che spiaccica le rane. Davanti ad essa trovi via Farini. Comunque non tentare di rigirar frittate: sei stato a Bologna e non me l'hai detto.

@guccia: dopo aver letto il tuo commento vorrei smettere di mangiare il mio bel paninone al salmone e burro. Mi ha tolto la voglia di vivere! ...e di laurearmi...eheh :) Ma io continuo a sperare.

@passero: i negozietti hanno cose che voi umani trovate solo nei centri commerciali non sapendo apprezzare i 2 euro di rincaro. Hai ragione, però. Infatti parlavo non solo di alimentari ma anche di libri, oggettini, strumenti...
ps: uè passero, se nun ce vedemo bon natà!

Anonimo ha detto...

Choppa in un negozio di abbigliamento del centro bolognese (catena spagnola) ci sono trenta commesse... trenta laureate. E non lo mollano il lavoro anche se le costringono a stare in piedi tutto il giorno e c'è una specie di kapò (laureata anch'essa) che le fustiga. Parola di Angelini... Passero confermerà.
Però non voglio deprimerti... sognamo finchè siamo giovani! :P
Passero... i due euro in più che potresti pagare nel negozietto sono spesi benissimo quando al prodotto sono aggiunti una serie di sorrisi e consigli sentitissimi... meglio la commessa sfinita che solo a risponderti buonasera crede di aver fatto gli straordinari!?! E poi sotto casa ci puoi andare pure in pantofole... vuoi mettere? Puoi entrare anche solo perchè ti senti solo ecc. ecc. senza contare che i centri commerciali Tournier non lo vendono!!!

princeps ha detto...

La statua che spiaccica le rane? Ohibò, questa mi manca. Ero arrivato al Nettuno superdotato per gioco prospettico, ma le rane mi mancano.
La mia memoria fa abbastanza cilecca sulle date, ma credo di poter dire con una certa sicurezza che l'ultima mia visita bolognese risale alla notte tra il 31 ottobre e il 1 novembre 2004 ;)

Anonimo ha detto...

Ciao Marta!!

Ma che (fine) hai fatto?

Oramai non rispondi piu' ne' ai vecchi sms e ne' alle banali e-mail, x te c'e' solo il blog...sigh, sigh, sigh...quindi te lo richiedo qui!!!

Hai progetti x domenica 31 dicembre????
Se la risposta e' negativa, se sarai su territorio nazionale, se avrai voglia di spendere 30 €(che poi saranno bevibili) e vedere i mitici Joe di Brutto contattami!!!!

Tutto cio' si svolgera' al Giostra' di Bo!!!

c vediamo prima d Natale???

So che 6 una donna manager molto impegnata ma so anke ke trovarei 10 minuti x sparare cazzate con migo!!!

Stefania

Anonimo ha detto...

...choppetta che bibliografia ha il tuo bel corso di poetica e retorica?

SoulChoppa ha detto...

@Stefi: tesssoro, non ho soldi nel cellulare da lustri. Però stamattina ti ho scritto: ci possiamo vedere sabato mattina da me alle 10, se ti va, così facciamo colazione insieme!
Perchè il 31 non festeggi con la nostra combriccola, a casa a sparare cazzate per tutta la notte? E' pure gratis. Ne riparleremo... ;)

@guccia: sarebbe troppo lungo e doloroso da spiegare. Diciamo che uno dei libri si chiama "come le tigri azzurre" di Paolo Bagni. Era il mio prof. ma è morto!

Anonimo ha detto...

e-commerce anyone? Consigli e smile a gratis :-P
Comunque confermo quello che dice Guccia sulle 30 commesse, però quella della commessa/o laureata è un'altra storia.....

Anonimo ha detto...

Passero speriamo davvero che lo sia presto e in tutti i sensi.
Grazie choppa... e mi dispiace... quando muore un grande professore è un pezzo di padre che se ne va... non solo per chi, come me, è abbastanza folle da auto-costruirsi una figura paterna mettendo insieme tanti pezzi diversi... Cristo riesco solo a deprimerti a quanto pare!
In più ormai sono decisamente off topic...
Auguri comunque, Auguri, Auguri, Aguri!
Pupo di neve

SoulChoppa ha detto...

Una volta laureata sarei ben contenta di lavorare in un negozio...in una libreria, però!
Viziata come sono, non riuscirei mai a stare otto ore al giorno a sistemare maglie e gonnelline.
E' brutto da dire, ma è la dura verità: per me desidero le cose migliori. Non solo spero, ma credo intensamente che ciò che mi aspetta sia un fulgido futuro lontano dai grandi magazzini. Mi odio, ma sono fatta così: ho fiducia nelle mie possibilità e lo stesso penso dei miei amici. Un'ingenuotta fatta e finita!