martedì, giugno 06, 2006

Padoa-Choppa


Mentre le truppe italiane sfilavano spavalde per le vie di Roma (un due tre), io me ne stavo sdraiata sul letto perfetto dell'hotel Giotto di Padova, a godermi una tre giorni di sonno, passeggiate, buon cibo e disintossicazione dalla frenesia quotidiana.
Ho scelto Padova perchè non c'ero mai stata, pur essendo tanto vicina a Bologna, attirata dalla ristrettezza delle sue dimensioni e dalla specialità culinaria veneta che io tanto amo e a ogni occasione trangugio, a scapito delle facce disgustate di amici e conoscenti: il fegato.
E la città è bella: le chiese posizionate dove è giusto, le stradine acciottolate, i graziosi ponti su canali allegri e puliti, i balconi fioriti attaccati a palazzi meravigliosi. Un corso principale dove vedere e farsi vedere, via Roma, e piazze ariose rallegrate dai colori dei mercati ortofrutticoli.
Eppure, appena scesa dal treno, ho avvertito una presenza strana.
Qualcosa di opprimente che mi impediva di camminare con la testa leggera, di guardarmi intorno senza pensieri, come faccio di solito.
Dopo qualche ora ho capito: i soldi.
Tutta Padova è pervasa dai soldi, crescono in mezzo ai ciottoli, brillano dietro le vetrine, vengono annaffiati come ciclamini sulle terrazze del centro e della periferia. Alimentano le Mini e le Ferrari (giuro, ne ho vista una blu con una famigliola bionda sopra sbucare da un portone) parcheggiate con ordine ai bordi delle strade, sbucano dalle tasche dei pantaloni Armani e delle camicette Chanel che ogni passante indossa.
Li vedi nei lifting delle signore nel caffè Pedrotti, nelle abbronzature arancioni dei machi a braccetto di donne zoppicanti sugli stiletti di Prada.
E io, che di solito vado in giro come se fossi appena tornata da un raduno di nostalgici degli anni 70, in quest'atmosfera non mi ci trovo proprio.
Ho sentito con le mie orecchie una ragazzina dai capelli perfettamente scalati domandare nella trattoria più becera che sia riuscita a trovare "se avessero del pesce fresco", e sospirare sentendosi rispondere "nooo, oggi manzo brasato al barolo". Che io ho subito ordinato e mangiato con sommo godimento.
Lo so, io per prima non dovrei fare la schizzinosa e imparare dalla diversità.
Perchè per me "diverso" è proprio chi si conforma, chi basa sulla propria somiglianza con gli altri tutta la propria personalità.
Ma non ce la faccio. Dietro a tutto questo snobismo io ci vedo un'ignoranza profonda, una paura dell'altro spaventosa (non a caso il Veneto è la regione dove la Lega Nord ha la più alta percentuale di elettori), e una tristezza attanagliante.
Una mattina, in Piazza delle Erbe, c'era un banchetto della Lega con i vecchietti biondi e rubizzi che dicevano "vota sì, vota per essere veneto nel Veneto".
Il giorno dopo, nella stessa piazza, si festeggiava la festa dei senegalesi di Padova. Ovviamente, i fossili leghisti se l'erano data a gambe, terrorizzati dai bubu colorati e dai bongos.
Il mondo cambia, e non capisco come si possa restare attaccati ai propri soldi, alla propria storia che non si conosce nemmeno, alla convinzione che ricco è bello e buono e giusto. E' veramente cosa buona e giusta rendere grazie al dio denaro e rovinare una città tanto carina con una puzza sotto al naso che non finisce mai?
Secondo me vale la pena restare attaccati per sempre su una cosa sola, cari veneti: il fegato, come lo cucinate voi. Quello sì che non va cambiato di un millimetro.

21 commenti:

princeps ha detto...

Il magnifico Nord Est. Dai una lettura a Carlotto, se ti capita. En passant, anche se non è eccellente e non è nemmeno il mio genere, qualcosa di quella realtà lascia intravedere. E poi, oggi ho il dente avvelenato. Ho il dente avvelenato perchè il sindaco leghista sarà riconfermato intorno al 60%, la Lega è il primo partito, il mio vicino di casa, consigliere comunale per la lega, se ne andrà in giro con la sua boria da leghista confermato, e, dulcis in fundo, non mi piace nemmeno il fegato.
Per il resto, passa dal mio blog per ascoltarti la nuova colonna sonora, prima che l'acuto attocco di nostalgia se ne vada di fronte allo sfacelo della realtà.
Ah...c'è una richiesta per te nell'ultimo post-letterario, pregasi la Padoa-Choppa (geniale il titolo!) di rispondere ;)
Bacio.

Anonimo ha detto...

...ci provano anceh a Viterbo a fare i signorini..pecato che la cosa che unsice sia il debito. Un bacetto..Fonk

Anonimo ha detto...

...mamma mia come l'ho scritto male sto commento...si vede che non sono del Nord? ahahahah Phunk

Andrea (sdl) ha detto...

Sarebbe bello riuscire a trovare un capitalismo umano e un comunismo che tenga più di conto alcune idee capitaliste.

Sarebb ebello, probabilmente utopico.

Ps : hai rimangiato il sushi? io lo cucinai una settimana o due fà. Na fatica :D

Andrea (sdl)

SoulChoppa ha detto...

@princeps: Carlotto non l'ho letto, comunque anch'io ho il dente avvelenato...nel senso che mi sta crescendo quello del giudizio e sono a pezzettini macerati dal dolore...aargh. Adesso rispondo al post letterario.

@funk: ma che hai bevuto, hombre del sur? ;)

@andrea: l'ultima volta che ho mangiato sushi è stato circa due mesi fa...sono in astinenza, infatti. Ma non credo che riuscirò mai a cucinarlo! ...troppo difficile e lungo e lavoro di precisione, che non mi si addice molto...quindi, hai tutta la mia ammirazione per averlo fatto!

@ tutti: ehi grazie per visitare il mio blog, vi voglio bene! :)

princeps ha detto...

@Abdrea: non credo ci possa essere un capitalismo umano, così come non si possano fondere aspetti del capitalismo nel comunismo. Analogalmente, il comunismo è umano per sua stessa natura: non può esistere comunismo inumuano, e di fatto non è mai esistito. Ciò che è dato conoscere sono state deviazioni, lontane dal comunismo pensato da Marx e, limitatamente a una prima fase, da Lenin. Un regime personale non può essere comunismo: è una contraddizione di termini in partenza.
Scusami l'eventuale pedanteria :)Se devo sognare, sogno l'Anarchia: quella vera, libertaria, solidale tra tutti. No se puede vivir sin utopia!

Anonimo ha detto...

naturalmente, era Andrea: ti chiedo scusa se ho storpiato il tuo nome, questa tastiera non riesco proprio a farla mia!

@Choppa: quasi perfetta contemporaneità! ;)

princeps

SoulChoppa ha detto...

Pur avendo riempito i diarietti della prima superiore con le A cerchiate, confusamente di sinistra e punk simpatizzante com'ero (e forse sono), non sono mai stata anarchica. Non riesco a togliermi dalla testa l'idea di caos che l'anarchia potrebbe creare. Sono d'accordo sul fatto che non sia possibile giungere a un compromesso tra comunismo e capitalismo, e fondere le due ideologie. Meglio non inquinarle.

princeps ha detto...

Il problema è proprio l'analogia Anarchia-caos, che non ha fondamento in una speculazione su quello che l'anarchia dovrebbe davvero essere. Anarchia non significa caos: significa semplicemente privo di governo. Che poi per i greci avesse un significato negativo è nell'ordine dell'orizzonte culturale specifico, ma per indicare il caos primigenio, l'insieme di forse incontrollate e disordinate avevano un'altra parola, xaos appunto. Anarchia non dovrebbe produrre caos, perchè prevede la convivenza armoniosa nel rispetto delle spinte individualistiche. Che ciò sia impossibile da realizzare in pratica, è appurato, e di questo sono pienamente consapevole. Ma la tentazione al sogno anarchico, quella c'è sempre.

Andrea (sdl) ha detto...

Dato che l'argomento è interessante mi va di buttarmici nel mezzo. (anche se ero convinto di aver risposto, vabbè).

L'anarchia, proprio in quanto prima vi governo, ha, probabilmente, un grosso limite : La coordinazione delle masse.

Tu mi dirai : E che ce frega?
Ce frega perchè a volte c'è bisogno di fare "movimenti di denaro" in larga scala o assunzioni o controlli che necessitino di una collaborazione (voluta o non) di una grande quantità di persone. Questa coordinazione è difficile (se non impossibile probabilmente) da ottenre con l'esaltazione dell'individualismo che l'anarchia concede.

Un esempio sono gli aiuti al terzo mondo o comunque i passaggi di informazioni, o le decisioni su scala nazionale. Come le prenderesti? Su quale base e a chi?
Se c'è da rifare una città perchè le strade son rotte, come facciamo? A chi lo diciamo? etc etc etc.

La mia (probabilmente errata) visione dell'anarchia è un qualcosa che assomiglia un pò al detto "Ognun per se, Dio per tutti".
E l'associazione al caos non va vista unicamente in accezione negativa. Caos significa semplicemente mancanza d'ordine. Ed è proprio quello che l'anarchia rappresenta, la mancanza di un ordinamento.

Per il resto, concordo sul fatto che i concetti capitalisti e comunisti siano inconciliabili, ma ciò non vieta un'evoluzione del pensiero per adattarsi ad un presente diverso, no?

Andrea (sdl)

Anonimo ha detto...

Beh...se dovesse regnare l'anarchia tanto varrebbe appellarsi a robot come Mazinga Zeta o Getter Robot..in fondo la probabilità che l'anarchia diventi uno stile di vita nela società moderna è pari a zero o alla fantasia..quindi tanto vale distruggere gli invasori della libertà con dei super robot. Non esistono? e perchè..l'anarchia è possibile?! :))
Funkettaccio

Andrea (sdl) ha detto...

voglio un getteeeer!

Andrea (sdl)

SoulChoppa ha detto...

Veramente, pur avendo un governo "democratico e regolare", mi pare che di aiuti al terzo mondo non se ne diano (siamo ultimi nella classifica mondiale...cioè, il Ghana dà più aiuti di noi...), nè che le strade siano messe benissimo!
Dell'anarchia salvo la fiducia che mette nella gente, ovvero: tu sei una persona e dovresti essere in grado di governarti da sola e di scegliere cosa è meglio per te e per gli altri. Il problema è che non tutti pensano che la libertà debba coincidere con il rispetto dell'altro.

Anonimo ha detto...

L'anarchia è un'idea folle. Potrebbe funzionare solo a Topolinia,ma anche li ci sono i poliziotti. Potrebbe funzionare perchè topolino in realtà non ha un cervello,ha della cartapesta che usa per lavorare a Disneyland.
Si vive in un mondo di squali,di persone che lasciate libere non arrivano nemmeno a immaginare quali siano i bisogni degli altri.
Ma basterà aprire le frontiere dell'italia senza un adeguato controlo..e allora si che non sarà più un discorso alla Peperopoli..tutti faranno come vogliono,verrà rotto un equilibrio che andrebbe si modificato,ma lentamente.
Io aspetto di vedere come andrà a finire..ma sono sincero:l'anarchia non funziona...perchè l'uomo può scgliere. Scegliere il male è più semplice.
C'è gente che non sa nemmeno distinguere tra giusto e sbagliato,per un folle uccidere è normale,per un pedofilo andare con una ragazzina è naturale come il ciclo mestruale.
Ora vado a mettermi le palle su un'incudine e mi ci do una martellata. Così proverei la sensazione di una società anarchica in anteprima. .Ciao Marta,un bacetto dal tuo amichetto Funketto.

princeps ha detto...

Ho premesso da subito che l'Anarchia è pura utopia, e nei fatti non potrà realizzarsi. L'unica cosa certa è che l'Anarchia presuppone un mondo e un uomo (ciò che è più importante) migliore e decisamente maggiormente consapevole di sè e degli altri. Non si può analizzarla nel reale: semplicemente, l'Anarchia non c'è e non ci sarà. Ogni ipotesi che si faccia, in positivo così come in negativo, è, appunto, ipotesi. Resta il pregiudizio dell'equazione caos-Anarchia: mi riterrei soddisfatto che venga superato questo. Per il resto, sono forse eretico anche rispetto ai teorici: qualcuno potrebbe forse contestarmi spulciando Bakunin o chi per lui, e non sarei in grado di ribattere. Quello che ho dipinto è solo un sogno, niente di più o di meno.

Andrea (sdl) ha detto...

se uso caos nella sua accezione più letterale "Mancanza di ordine" e non negativa, in che modo ritieni che ciò non vada bene? L'anarchia si basa su una struttura senza ordinamenti in fondo.

Dovremmo essere degli anarchici che vogliono un governo. Questo sarebbe bello.Perchè se l'anarchia fosse attuabile l'uomo avrebbe la maturità necessaria per vivere a modo.

Andrea (sdl)

princeps ha detto...

Non va bene perchè si rischia di far confusione: "anarchia" è un termine tecnico. Non significa mancanza d'ordine, ma mancanza di un capo, e dunque di un'istituzione politica organizzata nel senso in cui si è soliti intenderla. Deriva da arxeo che significa "guidare", "essere a capo", con l'aggiunto di un suffisso privativo a(n). Paradossalmente, l'Anarchia necessità di un ordine armonico.
Per indicare la mancanza d'ordine, c'è appunto "caos".

Andrea (sdl) ha detto...

mmm, credo di comprendere ciò che dici. Ed in effetti non mi sembra ci sia niente di storto.
Però delucidami anche l'ultimo dubbio (così smetto di utilizzare la parola caos semmai).

Nell'anarchia la mancanza di un capo coincide o no con la mancanza di un'ordinamento gerarchico o di un ordine su vari livelli?

Andrea (sdl)

princeps ha detto...

Esattamente come dici tu: non dovrebbe esserci ordinamento gerarchico, o piramidizzazione della società. L'ordine è, se così si può dire, orizzontale affidato alla condotta del singolo individuo: sono qui la fondamentale debolezza e la fallibilità dell'Anarchia.

Andrea (sdl) ha detto...

nonchè, forse, il lato più romantico dell'anarchia stessa :)

Andrea (sdl)

serpentina di schietti ha detto...

Tematiche Scottanti per i Comitati Autonomi Nonviolenti

Vorrei condurre delle mie ricerche personali per farmi delle mie proprie idee su alcune tematiche scottanti, svincolarmi dagli stereotipi ideologici, e calarmi nella realtà fino in fondo. Che argomenti mi suggeriresti di approfondire?

Mi sembra un'ottima idea. Eccone alcuni:

- Polizia di Schietti, difesa dei bambini, delle aziende etiche e delle donne in amore.

- Acqua di condensa, Serpentina , complotto globale

- Motori magnetici, Centrale a Vento Magnetico

- Fondi autonomi etici autogestiti - Fondi Carcaterra Banca Etica BPM

- Comunità tribali etiche - Popoli tribali

- Anno internazionale della Biomassa - Uso razionale delle foreste

- Giardinetti per l'Infanzia - Piazza Irnerio

- Comitati autonomi nonviolenti

- Festival di cultura popolare

- La Pianificazione Trentennale di Schietti per risolvere tutti i problemi del mondo

- Dinamiche nonviolente schiettiste

- I metodi di lavoro dei nemici dell'umanità

- I proverbi popolari

- Retribuzione volontari - eurocomunali - servizio civile obbligatorio

- Moto perpetuo - Domenico Schietti - Stefan Marinov - Marco Todeschini - Viktor Schauberger - Giuseppe Zamboni - Johann Bessler - Archimede

- Metodo scientifico sperimentale - Setta degli ingegneri scientisti