lunedì, giugno 23, 2008

Red Chop Chili Pepper


TIDU'.

Hai un nuovo messaggio nella posta in arrivo spedito da Z.

"Ciao Choppa, domenica se fa caldo andiamo al fiume, facciamo una grigliata, che ne dici?"

Rispondi:

"Mi sembra un'idea figherrima. Devo portare qualcosa per la grigliata? Baci, a domenica".

PIRIPI'.
1 sms ricevuto
"Ciao, nn è ke doma riesci a venir a 8,30 max 9 cn makkina?"

Ore 7,15

Ok, ho tutto il tempo, dormo ancora un po'.
Ore 8,00

Tanto devo solo prendere la crema solare e depilarmi.
Ore 9,00

CAZZO!


Arrivo all'appuntamento con un'incongrua borsettina di tela ripiena di: mp3, fotocopie di una dispensa di spagnolo, una lattina vuota di chinotto, due bacchette trafugate l'altra sera dal giapponese.
Neanche fossi scappata di casa dopo l'urlo delle sirene antibombardamento e nel panico avessi raccattato le prime cose mi venissero a tiro.
Naturalmente non ho nè crema solare nè gambe depilate. In compenso ho un sonno leggendario e qualcosa di più di un principio di nausea, che si acuisce vieppiù man mano che col camper ci inerpichiamo verso Montese e il suo Fiume, che continueremo a chiamare Fiume per donargli quel minimo di fascino in più che altrimenti non avrebbe se dovessimo chiamarlo con il suo vero nome, cioè Panaro.
Scendo dal camper ben intabarrata in un leggiadro scafandro marrone stile Joplin appena prima della cirrosi; scafandro che mi lascia scoperte le braccione, il collo, la schiena e parte del décollété, questo tenetelo a mente perchè è importante ai fini del racconto.
Bene.
Sotto il vestito (niente), canottiera nera e mutande del costume in tinta.
Tempo necessario a trovare il coraggio prima di denudarmi, seppur dinnanzi ad amici di vecchia data: una mattina. Mattina che scorre veloce ma intensa tra scherzi del tutto innocenti ma non privi di una certa iniziativa goliardica, tipo lanciare sassi nell'acqua gelida apposta per schizzare la Lilla che prende il sole "IIIIIIIH....CHE C'HO LA PELLE CALDAAAA", coprire il fondo della riva di sassi melmosi per far risaltare lo splendore di un'uscita di scena rovinosa, nascondere gli altrui sandalini di gomma osceni eccetera.
Dopo il primo round, le porzioni di pelle scoperte erano sì colorite, ma non ancora urlanti pietà. Le porzioni di grigliata invece erano abbondanti e rigogliose. Le partite di briscola numerose e appassionanti. Le chiacchiere si protraevano fino a trasformarsi in occhiate rivelatrici di ogni pensiero.
Io ne ho uno fisso: fare il bagno in MEZZO al Fiume, proprio dove c'è la corrente più forte, fottermene dei pelazzi dietro le cosce e prendere il sole a cicce scoperte, alè.
Come se non ne avessi già preso a iosa.
Come se la settima partita di briscola non avesse regalato tempo sufficiente al sole per soffriggermi il coppino.
All'ultimo rutto di braciola sfilo il vestitone, mi dirigo impavida lungo le fresche acque, allettata dal venticello e dalle trepide ondine che s'infrangevano contro i massi candidi, mi tuffo, mi piazzo al centro del lettone liquido a godermi il sontuoso panorama dell'Appennino modenese aprirsi su di me. Un brezza insperata mi accarezza i capelli, le orecchie, le guance. La Lilla prende il sole su un masso come farebbe un geco, e sopporta ulteriori scherzi e tutti i miei scazzi.
A un certo punto mi fa:
"E com'è se domani dovete vedervi e tu ti presenti tutta rossa, stile gamberetto Teryiaky?"
"No, ma va là. Ma secondo te, Lilla... a parte che non ci rivediamo, poi io son fatta così: se sto al sole un giorno mi abbronzo subito, non divento rossa. Anzi, stiamo qui ancora un paio d'ore che tanto non mi ustiono mica, IO. No no no, quando mai, c'ho la pelle scura di costituzione, IO. Dalla nascita, sempre fatto così. Ahahah questa è bella! ROSSA! Ahah."
"....."
"AHAH!".


Il risultato lo potete immaginare.

Sono più scarlatta della lettera di Hawthorne, più rossa di un livello di Doom, più ciliegia di Mastro, più aragosta di Io e Annie, più arancia meccanica.
E dove? Esatto: faccia, spalle, braccia, schiena.
Le tette? Le mani? Le gambe? Bianco latte, con uno stacco che mette in risalto tutta la mia idiozia. Sembro un variegato all'amarena. Con l'aggiunta di zigomi, fronte e mento lucidissimi, così che quando sorrido sembro un porceddu allo spiedo appena lustrato con l'olio buono.
E poteva finire qui? NO.
"Ciao domani se riusciamo ci vediamo?"
Ecco!
E come mi vedi, con l'aspetto della vittima più recente di Hannibal Lecter dopo la fase dello scuoiamento? Come Joker di Batman dopo essere caduto nel barile di scorie radioattive? Come Christopher Lloyd in "Chi ha incastrato Roger Rabbit?" a metà del suo bagno nella Salamoia?
E dire che avrei voluto essere come Jessica e cantare "Why don't you do right" caracollando sui tacco dodici e soffiando bacini dalle labbra tumide.
Certo, come no.
Invece di Jessicona avrò solo il colore del vestito.
Ma IN FACCIA!

4 commenti:

Dressel1 ha detto...

eh, eh...ti sarà già passato, ma di solito l'olio emulsionato con un po' d'aquea fa un effetto lenitivo. molto meglio di un doposole

Scarabocchio ha detto...

Non sò se allevierà il bruciore ma sappi che abbiamo molte affinità!
Va già meglio, vero??? eheheh

^^

Choppa ha detto...

sì scarabocchio, l'unica cosa che mi consola è sapere che qui posso riversare tutte le mie pene che gente come te legge, apprezza e forse ma forse capisce. :)

@dressel: dell'olio sapevo, lo uso quando mi brucio cucinando. Stavolta invece ho dovuto picchiare di cortisone.

Baol ha detto...

Eh...vedi ad essere troppo sicura delle cose? :D