mercoledì, novembre 28, 2007

Dimmi che Pavimento hai....


Coltivo un pensiero interessante, nato dal mio amore per il libro "La poetica dello spazio" di Bachelard.
Ve lo illustro di buon grado prima di andare a rifare i letti e cercare di togliermi dalla faccia 'sto colorito giallognolo da settimana mestruale.
Le case su di me hanno sempre esercitato un fascino particolare. Appena entro in una casa ne percepisco subito l'atmosfera, i ritmi, l'eventuale joie de vivre che cela o l'angoscia esistenziale che rinfaccia al visitatore.
Dopo lunghe riflessioni compiute davanti a tazze di tè e scatole di sigari giù al circolo letterario, ho visto la luce come J.Belushi in quella famosa scena: l'anima, la vita, il carattere delle persone si vede dal loro pavimento. Il Pavimento!! Il Pavimento, Elwood!
Notàtelo: nelle case dal pavimento lucido e sgombro (non nel senso del pesce, anche se in quel caso il gatto avrebbe di che essere soddisfatto e ben pasciuto) vivono persone chiare, razionali, forse un po' noiose.
Dove invece regnano tappeti, crepe, macchie, polvere abitano esseri affascinanti, misteriosi, pieni di interessi e pieghe dell'animo da scoprire, ricchi di cose da fare (se non altro perchè non hanno il tempo di passare uno straccio).
La casa più brutta nella quale sia mai entrata era quella di una mia compagna delle medie.
Un meraviglioso appartamento nel cuore di via Santo Stefano, dotato di tutte le voci più care agli agenti Tecnocasa.
Travi a vista? Celo.
Ampia metratura? Amplissima.
Tripli servizi? Guarda, volendo anche quadrupli.
In silenzioso contesto? Scusa, come dici? Mi ero perso ad ascoltare il vuoto siderale.
Ma appena vi entrai, cominciai a tremare.
Io che allora giravo con una spillona da balia infilata nell'orecchio e i pantaloni di velluto talmente usurati da aver perso tutte le coste, avrei dovuto muovermi in quell'appartamento dal lucore abbagliante. Niente al posto sbagliato, nessun soprammobile che non fosse di gusto sopraffino, il frigorifero più grande e più bianco che avessi mai visto e soprattutto - Elwood! - quei pavimenti.
Lucidissimi, lustri, perfetti. Perfetti nella casa del dott.Mengele, pensai allora. E lo penso ancora.
Restai a pranzo, mi servirono una pasta fredda un po' insipida, con la mozzarella messa quando i fusilli erano ancora caldi, e quindi fusa in blocchi dadaisti con la pasta. Una delle poche cose che non riesco proprio a mandare giù. Non riuscii a parlare di cibo, dissi solo "grazie".
Una dimora orribile.


La casa più bella nella quale sia mai entrata è quella di G., un'amica della mutter.
Una vecchia villona di campagna costruita da lei e dal marito, quattro piani di pura anarchia immobiliare. Ovunque tappeti spessi come Sacher, peli di cane, polvere, ricordi di viaggio, scarpe assopite lungo i corridoi.
Cuscinoni patchwork dove sdraiarsi a vedere un film con James Dean.
Il camino e la cenere sparsa sulle piastrelle di cotto rovinato, le avventure che non raccontano le fessure sporche tra di esse!
Mi persi a contare i fiori dipinti a mano sulle mattonelle scheggiate del bagno.
Restai a pranzo, mi servirono pane casareccio, quello che si sbriciola e inzozza il pavimento, e salame duro, quello che piace alle donne come ricordano i delicati stornelli da taverna.
Preparammo una torta insieme, feci cadere un uovo per terra.
G. si mise a ridere e non s'affrettò a pulire.
Una dimora meravigliosa.

6 commenti:

dressel1981 ha detto...

quanto mi piace sbirciare nelle case del centro di Roma!!! quei soffitti a cassettoni mi fanni impazzire!!!

Scarabocchio ha detto...

(00) Grazie, grazie Choppa!
Adesso vedo la casa in cui vivo meno avvilente... ho guardato i muri (sono scritti di pennarello e macchiati di ruote di bicicletta), ho guardato i pavimenti (carte ritagliate, automobiline, pelucchi di tuta di bimbo), ho guardato nel bagno (sotto il lavandino c'era il tappetino appallottolato e delle impronte di scarpe), ho guardato in cucina (i piatti ancora da fare per la fretta di venire a scoprire uno sperato nuovo post sul blog della Choppa), ho guardato il mio comodino in camera da letto (beh di quello ti mando le foto: lo devi assolutamente vedere)... insomma credo che se tu venissi a casa mia ti piacerebbe un sacco!!!
:D :D :D

guccia ha detto...

La prossima volta che vieni osserva bene il pavimento della mia cucina ;)

Claire. ha detto...

una via di mezzo tra le macchie sul pavimento (orrore! per me, desperate clairewife) e l'abbagliante mengeletuddine di quelle oscene case da 'splendidointernosilenziosoviasantostefano' esiste però :D

Ricky ha detto...

Ciao Choppa!
Torno a scrivere un commento dopo un po' proprio con questo post... sarà che le vecchie case di campagna mi affascinano da morire e con la tua descrizione è come se avessi entrare pure me, dev'essere bellissima!
Ciao, bacioni! :O)

Choppa ha detto...

@ricky: sì, la casa di G. è proprio stupenda!
@tutti: ognuno riempie e cura il suo guscio come vuole, come più gli somiglia. Questo rende le case vive e interessanti. Se una persona non lo è, la sua casa lo avverte e riflette.
Un po' come i cani, ma senza la bava.